Ariccia
Sacro e profano, sobborgo pastorale e nobiltà
Ariccia è uno dei borghi più noti dei Castelli Romani e deve la sua fama principalmente a due elementi caratteristici: la sua celebre porchetta – apprezzata tanto da ottenere la classificazione di prodotto IGP – e il suo ponte monumentale a doppia arcata, progetto ingegneristico ambizioso, che ha richiesto oltre sessant’anni di lavorazione, dal 1790 al 1855. Questi due simboli così diversi tra loro – da una parte un cibo carnale e godurioso, dall’altra un’ardita scommessa dell’ingegno umano – sono solo un piccolo assaggio delle contraddizioni di questo borgo, che – arrivando da Roma sulla Via Appia – appare già dalla prima vista pieno di affascinanti contrasti.
Da una parte gli spazi ristretti del borgo, con i suoi tortuosi vicoli pedonali costellati di botteghe, dall’altra l’aristocratica Piazza di Corte e la maestosità di Palazzo Chigi, con il suo spazioso cortile affacciato sul parco omonimo; a ovest piccole casette, arroccate le une sulle altre sotto l’ombra rassicurante di una cupola barocca, a est saloni riccamente affrescati che si affacciano sulle chiome di un bosco rigoglioso che sale lungo la Via Sacra fino alla cima di Monte Cavo; giornate di fervente devozione per la santa patrona e una venerazione, a tratti superstiziosa, per l’effigie di Santa Maria di Galloro, alternate ai quotidiani baccanali nelle osterie sotto il ponte. Il borgo medievale si arrocca fitto, quasi claustrofobico, in cima a un crostone vulcanico, ma al di là dell’ultima fila di costruzioni la visuale si spalanca sull’enorme cratere di Vallericcia: il panorama si spinge illimitato fino al litorale e – soprattutto nelle giornate di tramontana oppure nella mezz’ora che precede il tramonto – mozza il fiato.
L’origine di questi contrasti va ricercata nella storia del borgo: Ariccia è stata abitata fin da tempi remoti, ma i suoi insediamenti hanno avuto una sorte altalenante a causa della sua collocazione geografica: posta a metà strada tra un bosco denso e zone paludose, aveva il pregio di essere facilmente difendibile ma anche il difetto di essere isolata e difficilmente raggiungibile. Per questa ragione, questo feudo fertile e i suoi abitanti – dediti principalmente alle attività agricole – sono passati da un padrone all’altro fino al 1661, quando la famiglia Chigi ha preso possesso del villaggio e del territorio circostante. Sotto la nuova dominazione, Ariccia ha finalmente trovato la sua giusta fortuna: arricchita commercialmente dalla fiera di Galloro – introdotta quello stesso anno – e impreziosita dalla costruzione di nuovi importanti edifici ad opera di Gian Lorenzo Bernini. Il maestro di architettura barocca si stabilì a Villa Rufelli, nella periferia del borgo, e per due anni si dedicò a tempo pieno alla progettazione (la realizzazione sarà poi completata dal suo allievo Carlo Fontana) delle opere commissionate dai suoi mecenati: la Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo, l’ampiamento della residenza ducale, l’edificazione del Santuario di Santa Maria di Galloro. Questi esempi fulgidi di architettura barocca trasformarono il piccolo sobborgo pastorale in una meta religiosa e artistica ambitissima, tanto da far diventare Ariccia una delle tappe del Grand Tour: tra la metà del 1700 e la metà del 1800, innumerevoli giovani dell’aristocrazia europea, artisti e letterati, frequentarono assiduamente la Locanda Martorelli, apprezzatissima pensione affacciata su Piazza di Corte, che divenne scenario di simposio culturale e accolse ospiti d’eccellenza dell’epoca, uno tra tutti Wolfgang Goethe, che racconterà la sua esperienza nel saggio Viaggio in Italia.
Perché scegliere Ariccia per il proprio matrimonio?
- Ariccia è un piccolo viaggio nel tempo. Se amate il barocco romano, questo è in assoluto il posto più giusto per voi: il vostro matrimonio ad Ariccia sarà sicuramente contornato da un pregevole esempio di architettura e arte barocca, visto che le due chiese del borgo – la Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo e il Santuario di Santa Maria di Galloro – non hanno nulla da invidiare alle basiliche che Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana hanno costruito a Roma. Lo stesso discorso si applica ai riti civili, che possono essere celebrati all’interno di Palazzo Chigi, dimora ducale conservata con cura con i suoi arredi originali del XVII secolo, o nella selvaggia e romantica cornice di Parco Chigi.
- Tanta bellezza in un contesto avvolgente. Ariccia è un piccolo oggetto prezioso che si può racchiudere in una mano: le sue bellezze sono radunate in uno spazio godibile con pochi passi in ogni direzione. È indiscutibilmente una meta imperdibile per chi ama il barocco romano, ma sarebbe riduttivo fermarsi esclusivamente nell’area nobile del borgo: la suggestione dei vicoli, la prospettiva del ponte, l’affaccio verso il litorale all’orizzonte (incantevole soprattutto quando è indorato dalla luce del pomeriggio), l’atmosfera da luogo fatato dei boschi di Parco Chigi e Monte Gentile – che diventano un susseguirsi di bagliori ramati e ricci di castagne durante l’autunno – sono tutti scenari perfetti per il servizio fotografico dopo la cerimonia.
- L’affetto degli ariccini. Pur essendo un luogo turistico piuttosto frequentato, soprattutto nel fine settimana, quando migliaia di golosi raggiungono le celebri fraschette per godere di un pranzo luculliano, Ariccia non si è montata la testa e i suoi cittadini conservano un genuino interesse per gli eventi grandi e piccoli della città, inclusi i matrimoni degli sconosciuti! Non è raro riconoscere l’affetto e la simpatia degli abitanti del borgo che si fermano a salutare le coppie che escono da Palazzo Chigi e dalla Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo alla fine del rito nuziale.
- La freschezza estiva. Il borgo di Ariccia gode di una posizione molto vantaggiosa per il clima estivo: rinfrescata dai suoi boschi e ventilata dall’aria che arriva dal mare, è molto raro che qui si soffra per l’afa, anche quando le temperature si alzano. Anzi… se ci si sposta nelle zone più elevate alla periferia del borgo, nei quartieri di Galloro e Monte Gentile, dopo il tramonto a volte è persino piacevole coprirsi un po’, anche ad agosto!
Sposarsi ad Ariccia: quali sono gli svantaggi?
- Parcheggi delocalizzati. Vista la conformazione del paese, è impossibile lasciare la macchina nei pressi della Piazza di Corte e meno che mai all’interno del borgo, ma ci sono vari parcheggi a pagamento raggiungibili con passeggiate brevi per lo più in pianura.
- La folla dei mangioni. Il sabato e la domenica Ariccia si riempie di persone che accorrono a mangiare nelle tipiche fraschette e osterie sparse nel paese e ne alzano di molto la densità abitativa. Questo crea un caos festoso, che poco si adatta a chi spera di vivere il giorno del matrimonio in un contesto intimo e silenzioso. Si deve però tenere presente che la maggior parte dei locali si trova nei quartieri nuovi, quelli al di fuori del villaggio medievale, quindi ad esclusione di una maggiore difficoltà a trovare parcheggio e di un po’ di traffico in più nella zona di Piazza di Corte e sul Ponte Monumentale, i disagi sono abbastanza sostenibili.